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Milan-Inter 1-0, l’analisi tattica del derby: il piano perfetto di Allegri

Il derby di Milano della 28ª giornata della Serie A si è deciso con un episodio, ma dietro l’1-0 del AC Milan contro l’Inter Milan c’è soprattutto una partita preparata tatticamente in modo preciso da Massimiliano Allegri.

Il gol di Pervis Estupiñán nel primo tempo ha deciso la gara e ha permesso ai rossoneri di accorciare in classifica sui nerazzurri, riaprendo almeno in parte la corsa nelle zone alte della graduatoria.

Ma il derby è stato soprattutto una sfida di idee: possesso e costruzione per l’Inter, compattezza e transizioni per il Milan.


Il sistema del Milan: difesa a tre e ripartenze

Il Milan si è presentato con un 3-5-2 molto compatto, con Maignan in porta e una linea difensiva formata da Tomori, De Winter e Pavlović. Sulle fasce Saelemaekers e Estupiñán avevano il compito di coprire tutta la corsia, mentre in attacco la coppia formata da Pulisic e Leão garantiva profondità.

La strategia di Allegri è stata chiara fin dai primi minuti:

  • blocco medio-basso
  • linee strette tra difesa e centrocampo
  • ripartenze rapide sugli esterni

Il Milan ha accettato di lasciare il pallino del gioco all’Inter, concentrandosi soprattutto sulla chiusura degli spazi centrali.


Inter con più possesso ma poca incisività

Dal punto di vista dei numeri la partita sembra raccontare una storia diversa: l’Inter ha avuto il 62% di possesso palla e ha prodotto molte azioni nella metà campo avversaria.

Il problema dei nerazzurri è stato soprattutto uno: la mancanza di profondità.

La squadra di Chivu ha costruito molto sugli esterni e con lunghe fasi di palleggio, ma ha trovato poche soluzioni tra le linee. Il Milan ha difeso con grande aggressività:

  • 24 contrasti riusciti
  • difesa molto compatta
  • pochi spazi per gli inserimenti centrali.

In pratica l’Inter ha controllato il pallone, ma raramente è riuscita a trasformare il possesso in occasioni pericolose.


L’episodio decisivo: l’inserimento di Estupiñán

Il gol che ha deciso il derby è arrivato nel finale del primo tempo con Pervis Estupiñán, alla sua prima rete con la maglia rossonera.

L’azione nasce proprio da una delle situazioni preparate dal Milan:

  1. recupero palla nella zona centrale
  2. sviluppo rapido sull’esterno
  3. inserimento del quinto di centrocampo.

L’Inter si è fatta trovare sbilanciata e l’esterno rossonero ha colpito al momento giusto.


Il secondo tempo: gestione e solidità

Nella ripresa la partita ha seguito un copione abbastanza chiaro:

  • Inter in pressione costante
  • Milan basso e compatto
  • tentativi nerazzurri soprattutto da cross e palle laterali.

Il forcing finale dell’Inter non ha però prodotto grandi occasioni, anche grazie alla sicurezza della linea difensiva rossonera e alla gestione del ritmo da parte del centrocampo.

Il Milan ha difeso il vantaggio con ordine fino al triplice fischio, conquistando il secondo derby stagionale vinto per 1-0.


Cosa dice il derby alle due squadre

Il derby racconta molto del momento delle due squadre.

Milan

  • squadra solida nei big match
  • grande organizzazione difensiva
  • capacità di colpire in transizione.

Inter

  • molto possesso ma poca verticalità
  • difficoltà a trovare spazi contro difese chiuse
  • rendimento altalenante negli scontri diretti.

Un derby deciso dai dettagli

Come spesso accade nelle grandi rivalità, il derby si è deciso su dettagli minimi. Il Milan ha interpretato meglio la partita, sfruttando una delle poche occasioni create e difendendo con grande disciplina.

Per l’Inter resta la sensazione di aver controllato il gioco senza però riuscire davvero a incidere.

E nel calcio, soprattutto nei derby, conta molto di più l’efficacia che il possesso.

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