La sfida tra Roma e Bologna in Europa League è stata una partita ad altissima intensità e ricca di episodi, conclusa 3-4 dopo i tempi supplementari e che ha premiato la squadra di Italiano.
Un match tatticamente molto interessante, dove si sono contrapposti due modelli:
- la Roma, più verticale e aggressiva uomo su uomo
- il Bologna, più fluido e capace di sfruttare transizioni e spazi.
Strutture iniziali
Roma
Sistema vicino al 3-4-2-1 / 3-4-3:
- marcature aggressive a uomo
- pressione alta sui portatori
- ricerca immediata della verticalità su Malen.
L’obiettivo era recuperare palla alto e attaccare subito la profondità.
Bologna
Struttura flessibile tra 4-2-3-1 e 4-3-3:
- costruzione dal basso
- esterni larghi e molto offensivi
- attacco della profondità con Castro e inserimenti dei trequartisti.
1. Il Bologna sfrutta gli spazi della pressione romanista
Il primo tempo è segnato da un tema chiaro:
👉 la pressione alta della Roma crea spazi alle spalle.
Il Bologna colpisce proprio così:
- recupero e uscita rapida
- attacco diretto della profondità
- gol di Rowe dopo pochi minuti.
Tatticamente è un problema tipico delle squadre a uomo:
- se salta una pressione → si aprono spazi enormi
- i centrali restano in inferiorità numerica.
2. Partita “aperta”: scambi di colpi e poca protezione
La Roma reagisce subito (gol di Ndicka), ma la partita diventa molto verticale e poco controllata.
Il Bologna continua a trovare vantaggi:
- attaccando la linea difensiva alta
- sfruttando i movimenti tra le linee
- guadagnando un rigore trasformato da Bernardeschi.
👉 Qui emerge un punto chiave:
la Roma fatica a proteggere la zona centrale davanti alla difesa.
3. Secondo tempo: la Roma cresce con più presenza offensiva
Nella ripresa la Roma cambia inerzia aumentando:
- occupazione dell’area
- numero di uomini tra le linee
- pressione offensiva.
Il 2-3 (rigore di Malen) e il 3-3 (Pellegrini) nascono da:
- attacchi più organizzati
- maggiore presenza negli ultimi 20 metri.
👉 Tatticamente:
la Roma smette di essere solo verticale e diventa più posizionale e aggressiva in zona offensiva.
4. I supplementari: gestione delle energie e episodio decisivo
Nei tempi supplementari cala l’intensità:
- linee più basse
- meno pressing coordinato
- maggiore attenzione difensiva.
Ma il Bologna resta più lucido nelle transizioni.
Il gol decisivo di Cambiaghi arriva da:
- situazione sporca
- difesa della Roma non compatta
- attacco rapido dello spazio.
👉 Ancora una volta:
transizione offensiva = arma decisiva del Bologna.
I principi tattici chiave
Roma
✔ pressione alta uomo su uomo
✔ verticalità immediata
✔ crescita offensiva nella ripresa
❌ vulnerabilità alle transizioni
❌ difesa esposta con linea alta
❌ poca protezione centrale
Bologna
✔ grande efficacia nelle transizioni
✔ attacco della profondità
✔ sfruttamento degli spazi tra le linee
❌ difficoltà nel controllo del ritmo
❌ fase difensiva non sempre compatta
Duello tattico decisivo
👉 Pressione Roma vs Transizioni Bologna
- la Roma prova a dominare con aggressività
- il Bologna accetta il caos e lo sfrutta
Questo genera una partita:
- spezzata
- ricca di ribaltamenti
- favorevole a chi attacca meglio gli spazi.
Conclusione
Il 3-4 finale premia il Bologna perché ha interpretato meglio la partita:
- ha accettato un contesto aperto
- ha sfruttato ogni errore della Roma
- è stato più efficace nelle transizioni.
La Roma ha mostrato qualità offensiva e capacità di reazione, ma ha pagato caro:
👉 la gestione degli spazi difensivi
In Europa, contro squadre organizzate, questo tipo di squilibri può fare la differenza — e infatti ha deciso la qualificazione.

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