Nella stagione 2025‑26, Mateo Pellegrino si è imposto come uno dei centravanti più interessanti del Parma Calcio. Arrivato dall’Argentina con caratteristiche fisiche e tecniche ben definite, il numero 32 ha già inciso nel rendimento offensivo dei ducali, guadagnandosi anche spazio nel dibattito tattico sui sistemi di gioco dei gialloblù.
🧠 Profilo di gioco: chi è e come gioca
Pellegrino è un centravanti moderno con spiccate qualità fisiche: alto circa 193 cm e dotato di grande forza nei duelli, emerge soprattutto come riferimento offensivo centrale. La sua prestanza nel gioco aereo, la solidità negli scontri corpo a corpo e il senso di posizione in area lo rendono un giocatore perfetto per squadre che cercano punti di riferimento e presenza in zone decisive del campo.
A Parma è stato utilizzato principalmente come punta centrale di riferimento, capace di giocare:
- spalle alla porta, proteggendo la palla e facendo salire la squadra;
- da terminale nelle situazioni di palle inattive, risultando letale soprattutto nei cross e nei lanci alti;
- in una possibile coppia d’attacco insieme ad altri attaccanti mobili come Bonny nei moduli a due punte.
📊 Ruolo tattico in campo
🔎 9 classico ma con modernità
Pellegrino interpreta il ruolo di centravanti nel 4‑3‑3 o nel 4‑4‑2 prediligendo:
- il gioco aereo nei cross e nelle palle inattive;
- i movimenti profondi alle spalle dei difensori avversari;
- la protezione della sfera per coinvolgere i compagni.
In fase di possesso, tende a restare alto e pericoloso, attirando l’attenzione dei difensori per creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e delle ali. Nei momenti di non possesso, seppur non sia un primo difensore naturale, collabora con il pressing sugli avversari, costringendo i centrali avversari a decisioni rapide.
💡 Punti di forza tattici
🟡 Dominio aereo e finalizzazione
La capacità di sfruttare i palloni alti è uno dei principali punti di forza di Pellegrino. Questo aspetto tattico si traduce in un vantaggio importante soprattutto con cross dalla fascia e situazioni di palla ferma, rendendo il Parma pericoloso anche senza costruzioni elaborate.
🟡 Fisicità e protezione palla
La sua stazza fisica gli permette di tenere palla con la schiena alla porta, consentendo ai centrocampisti di salire e supportare l’azione offensiva. Risulta un elemento chiave quando Parma decide di attaccare con palle lunghe o transizioni veloci.
🟡 Versatilità tattica
Pur essendo un “9”, Pellegrino ha dimostrato di sapersi adattare a diverse soluzioni offensive: può giocare da prima punta isolata, oppure essere affiancato da un compagno più dinamico nei moduli con due punte. Questa flessibilità consente all’allenatore di variare l’approccio tattico in base all’avversario.
❗ Aree di miglioramento
🔻 Coinvolgimento nella costruzione
Pur dotato di un buon controllo palla, Pellegrino non è un regista offensivo: tende a giocare più in verticale e in area che in fase di costruzione bassa. Spesso il Parma deve affidarsi ai lanci lunghi o alle verticalizzazioni per sfruttare la sua presenza.
🔻 Dipendenza dal contesto
Il suo rendimento è strettamente collegato alla qualità dei palloni giocabili e alla capacità del Parma di generare cross e palle dentro l’area. Se la squadra non riesce a creare molti rifornimenti, può risultare meno incisivo.
📈 Impatto sulla stagione
I numeri parlano chiaro: Pellegrino è diventato uno dei principali finalizzatori del Parma, contribuendo con gol e assist e mostrando una fantamedia interessante (circa 6,9) grazie ai suoi bonus in zona gol.
Le reti decisive, incluse doppiette e gol da posizioni diverse (di testa, tiro da fuori area o rigore), testimoniano una capacità di incidere in più modi, nonostante il Parma non sia una delle squadre più tecniche del campionato.
🎥 Video analisi dei movimenti e dei gol di Pellegrino
⚽ Gol decisivo con il Parma contro il Verona
💡 Un esempio perfetto del suo movimento in area nei secondi finali, il posizionamento per sfruttare un cross e la capacità di battere il difensore nel tempo di gioco.
⚡ Doppietta e dominio aereo in Coppa Italia
💡 Qui si vede Pellegrino dominare fisicamente nei duelli e finalizzare sia di testa sia con movimenti in profondità: caratteristica chiave del suo ruolo di punta.
🧠 Analisi tattica con supporto video
I video sopra mostrano due aspetti ricorrenti nel gioco di Pellegrino:
🔹 Movimenti in area e tempismo
Pellegrino ha ottimo senso del posizionamento: nei secondi finali con il Verona si proietta sul primo palo con tempismo e sfrutta al massimo il cross, dimostrando anche consapevolezza spaziale per anticipare i difensori.
Questo tipo di movimenti non sono casuali: contribuiscono al successo tattico di Parma perché creano alternative offensive anche quando la squadra non domina il possesso.
🔹 Dominio fisico e gioco aereo
La doppietta contro il Pescara evidenzia quanto Pellegrino possa dominare nei duelli aristici e nei palloni alti, risultando pericoloso soprattutto nei cross dalla fascia o nelle palle inattive.
Dal punto di vista tattico, questo permette al Parma di:
- attaccare la profondità anche con lanci lunghi;
- liberare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti;
- creare una presenza “centralizzata” che costringe la difesa avversaria a marcature multiple.
🧩 Conclusioni: cosa evidenziano i video
I video non sono solo highlight di gol, ma pillole tattiche:
- Posizionamento e lettura della situazione sono spesso superiori alla media per un centravanti di contesto come Parma.
- Forza nei duelli e protezione della palla lo rendono utile anche per far salire i compagni nei momenti di attacco statico.
- Finalizzazione variabile — di testa e di piede — lo rendono pericoloso in più fasi offensive.
Tatticamente, Pellegrino è la punta centrale ideale per il Parma: un attaccante fisico, forte nel gioco aereo, capace di interpretare diversi schemi offensivi e di dare uno sbocco concreto in fase realizzativa. La sua presenza permette alla squadra di avere un punto di riferimento da cercare in avanti, oppure di variare tra attacco diretto e combinazioni più ragionate. Con ulteriore adattamento alla Serie A e miglioramenti nella costruzione di gioco, può diventare un elemento ancora più determinante per i gialloblù.

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